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La storia di un ragazzo umbro che ha trasformato un “sì, chef!” in un impero di consulenza e passione
Nel mondo patinato degli Chef star, l’attenzione si focalizza spesso sui piatti stellati, sulle tecniche avanguardistiche e sui ristoranti di lusso. Ma c’è una storia che merita di essere raccontata, quella che inizia in un angolo nascosto di una cucina di provincia, tra il vapore della lavastoviglie e il suono ritmico di un coltello sulle patate.
Questa è la storia di Fabrizio Rivaroli, fondatore di InChef srl, un uomo che ha costruito il suo successo non su un talento innato, ma su due semplici parole pronunciate in una calda estate del 1996 a Marina di Pietrasanta: “Sì, Chef!” e “Subito, Chef!”.
Da quell’angolo anonimo dell’Hotel Elisabeth, dove a soli 16 anni pelava patate e lavava piatti, Fabrizio non ha solo imparato un mestiere. Ha imparato ad amare il rigore, l’impegno e la gerarchia di una brigata, con una passione che, come ammette lui stesso, “capita a pochi”. Quella prima, faticosa esperienza, è stata la vera scintilla.
Dalle colline umbre al mondo: la forza della scelta
Nato a Foligno nel 1980 e cresciuto nel borgo medievale di Collemancio, Fabrizio ha forgiato il suo carattere in uno scenario mozzafiato, tra Assisi e Spello, accudito dai nonni e ispirato dalla “guida di una donna forte e determinata”: sua madre.
È nell’Umbria dei sapori autentici che coltiva la sua passione, diplomandosi all’Alberghiero di Assisi. Ma la vera lezione di vita arriva con la decisione di lasciare il nido. Il suo “spadellare” nel cuore si trasforma in una scelta di vita radicale: la cucina come strumento per l’indipendenza e il supporto alla famiglia.
Il suo percorso diventa un viaggio che ha l’intensità di un romanzo di formazione: Toscana, Veneto, Trentino, Liguria, fino a spingersi in Germania e Inghilterra. Ogni stagione, ogni cucina, è un capitolo: dalla Locanda delle Tamerici a La Ciau del Tornavento, impara che nei locali stellati il rigore non è un optional, ma la precondizione per la sopravvivenza professionale.
L’aneddoto della sfida solitaria
L’esperienza all’estero, come gli otto mesi nella base militare americana “Edelweiss Resort” in Germania, o i tre mesi nel celebre “Tom’s Kitchen” di Londra, sono state vere e proprie immersioni in cui Fabrizio si è gettato solo con un indirizzo e senza conoscere la lingua locale. Una prova di coraggio che riflette un principio fondamentale del successo: la volontà di imparare cresce in modo direttamente proporzionale al coraggio di accettare la sfida.
La cima raggiunta e il passaggio del testimone
Gli sforzi di Fabrizio vengono premiati. Raggiunge la vetta, diventando Chef di cucina e assumendo la sua prima direzione all’Hotel “Le Dune” di Castagneto Carducci. Un momento di vertigine e realizzazione: il ragazzo che pelava patate ora dirigeva un’intera brigata.
Ma per chi ha la passione radicata come Fabrizio, la crescita non si ferma al titolo. Subito dopo inizia a sentire la chiamata dell’insegnamento. Collaborazioni come Docente di Cucina (dall’Alberghiero di Longarone all’Università dei Sapori di Perugia, fino ai corsi di cucina italiana in Romania) segnano un’evoluzione cruciale.
Qui sorge il suo dilemma più profondo, che tutti i grandi maestri condividono: “Non so dire quale sia il ruolo più impegnativo: imparare a cucinare o insegnare come farlo!” L’insegnamento, infatti, è la vera prova della padronanza: significa non solo saper fare, ma saper trasmettere e saper motivare.
Questa fase di “trasmissione del sapere” lo porta a lavorare con associazioni di categoria (Ascom, Coldiretti) e a gestire eventi di divulgazione, avvicinando persino i bambini alla sana alimentazione.
InChef srl: la visione strategica del cuoco per i cuochi
È nel 2014 che tutte queste competenze – la disciplina delle cucine stellate, l’esperienza internazionale e la capacità di insegnamento – si fondono in una visione imprenditoriale strategica: nasce InChef srl, fondata insieme alla moglie Silvia.
La missione di InChef è geniale nella sua semplicità: supportare le aziende Food & Beverage con la mentalità di un cuoco. Chi meglio di un cuoco può capire le esigenze, i tempi e le problematiche di un altro cuoco? InChef collabora con le aziende nello sviluppo e produzione di nuove attrezzature, nuovi prodotti e nuove ricette, ma soprattutto insegna ai colleghi operatori come utilizzarli al meglio, colmando il divario tra innovazione del prodotto e applicazione pratica in cucina.
Il successo è a casa: l’ancoraggio definitivo
Il percorso professionale di Fabrizio non si ferma alla creazione dell’azienda. Continua con sfide televisive (Attenti al Cuoco su Sky, La Prova del Cuoco su Rai 1) e consulenze mirate per la formazione professionale. Ogni apparizione pubblica non è fine a sé stessa, ma un’ulteriore spinta a dare il meglio e ad onorare l’opportunità.
Ma è nel 2008 che avviene l’incontro che dà la vera svolta: l’incrocio di sguardi con Silvia. Per lei, Fabrizio è tornato precipitosamente da Londra, mettendo radici dopo anni di vita nomade in cucina. La paternità, arrivata per ben due volte, è, per sua stessa ammissione, “il vero successo della mia vita!”
Questa è la lezione finale di Fabrizio Rivaroli: il rigore, la dedizione e la sfida costante sono essenziali per il successo professionale. Ma la vera realizzazione si trova nell’equilibrio, nel trovare il proprio ancoraggio e nel costruire un “Team” che va ben oltre la brigata di cucina. È la storia di un grande Chef che ha capito che il piatto più importante è sempre quello servito a casa.
Il fondatore di InChef
Fabrizio Rivaroli è a capo del Team di Consulenza di InChef. Se la tua azienda cerca un partner che parli il linguaggio della cucina con l’esperienza di un imprenditore e la passione di un maestro, contatta InChef per scoprire i servizi di consulenza e di lavorazione conto terzi offerti dall’inLab.





